Eleutheros

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Eleutheros (ἐλεύθερος: parola che, in greco antico, significa semplicemente "libero") è una pagina dedicata all'approfondimento di questioni di attualità, di temi politici, giuridici, filosofici, ed allo scambio di idee fra persone libere. I contenuti e la gestione del blog sono curati da Fabrizio de Francesco.


Dal Blog


Qui di seguito trovate gli ultimi articoli pubblicati sul Blog
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Coraggio delegati! L'appello di Davide Ricca per l'Assemblea Nazionale del PD
Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Politica italiana
8/5/2013
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Davide Ricca, coordinatore dell'Associazione Adesso! Torino, ha pubblicato sul blog ateniesi.it un appello ai delegati che parteciperanno all'Assemblea Nazionale del PD di sabato prossimo a Roma, incitandoli ad avere il coraggio necessario ad adottare scelte coerenti con l'attuale situazione del partito e soprattutto - cosa che più ci interessa - del paese.

Vi invito a leggerlo sul sito ateniesi.it (cliccate qui
) e lo riporto qui di seguito, condividendolo appieno:


"Coraggio delegati!
Sabato è convocata l’assemblea nazionale del PD, che si svolgerà presso la Nuova Fiera di Roma (ingresso nord) nel padiglione 10 (Centro Convegni). I lavori dell’assemblea avranno inizio alle ore 10. Mi rivolgo a voi delegati, a questo lungo elenco di donne e uomini. Sabato sarete chiamati ad esprimervi. Un segretario dimissionario, le occupazioni delle sedi, i giuramenti della pallacorda, un partito che ormai vive più di militanza che di classe dirigente. E sembra che vengano ad offrirvi un pacchetto pre-confezionato. Pare ci siano grandi manovre per mantenere l’unità del partito (e perché non dovrebbe restare unito?) e forse è giusto che ci siano.
Ma non è questo il nodo, non è il reggente o il segretario, il nodo della questione è quale forma di partito. Aperto o chiuso? So bene che ognuno di voi è lì perché ce lo ha messo qualcuno. Ma quel qualcuno, vi chiedo, esiste ancora? E soprattutto, dentro di voi esiste la scintilla dell’orgoglio democratico, che vi sta facendo respirare l’aria della riscossa, della partecipazione. Il Paese è in ginocchio, siete cittadini italiani prima che delegati democratici, da qualche parte bisogna pur ricominciare a rialzarsi.
Se, quindi, vi chiederanno di modificare lo statuto e di limitare ai soli iscritti (ma poi di quale anno?) la partecipazione ai congressi, vi chiedo e vi imploro: salite sul vostro banco, come gli allievi nella scena finale dell’Attimo Fuggente, e con coraggio, guardando negli occhi la presidenza che ve lo ha chiesto (chiunque essa sia), rispondente: “No, grazie!”. Ricostruiamolo, apriamolo il nostro Partito Democratico. A tutti, anche a quelli che passano per strada (manco non fossero anche loro cittadini ed elettori). Non arrendiamoci ad andarlo a costruire da un’altra parte questo partito.
Ho la tessera come voi, ma non penso sia un privilegio per gestire la cosa
inter nos. Vorrei la prendessero in tanti e molti ne sto spingendo a farlo: ma se vogliamo il partito leggero, fluido, partecipato, capace di usare i nuovi mezzi di comunicazione, di accorciare i tempi e le distanze tra cittadini, base e dirigenti, allora non mettiamo i sacchi di sabbia alle finestre. Lo abbiamo fatto alle ultime primarie per il premier, siamo riusciti a litigare tra di noi e poi a “non vincere le elezioni”. Non ci è bastata la lezione. Sembra non basti mai. E attenti a pensare che quella base elettorale, quella delle ultime primarie, non debba essere aperta anch’essa. Eccome se bisogna aprirla.
Avremo modo di dividerci sulle idee e sulle persone che meglio a nostro avviso possono rappresentare quelle idee. Lo faremo – anche questa lezione avremmo dovuto impararla – in maniera franca e a viso aperto. Non spaventiamoci per questo, siamo un grande partito, vogliamo rappresentare la maggioranza degli italiani, è normale che ci siano letture e direttrici anche conflittuali tra loro. Spargiamo il verbo democratico. Delegati all’assemblea nazionale dell’11 maggio, aiutateci a farlo. Coraggio, dire una volta “no” temprerebbe il morale e anche il carattere. Congressi aperti, tutti. Congressi belli, partecipati e franchi. Buona Assemblea!
" (Davide Ricca).



Appello ai democratici torinesi

Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Politica italiana
1/5/2013
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Oggi è uscito un appello ai democratici torinesi sottoscritto anche da me, oltre che da tanti altri amici, militanti e cittadini.

L'appello è pubblicato sul blog di Davide Ricca con l'indicazione di tutti i sottoscrittori (clicca qui
). Oggi ne parla anche La Stampa a pag. 49 della Cronaca di Torino.

Questo il testo dell'appello:

APPELLO AI DEMOCRATICI TORINESI

In vista della prossima direzione provinciale del PD.

Chiediamo a tutti quelli che vogliono rinnovare il Paese attraverso un Partito Democratico rinnovato di venire allo scoperto in maniera definitiva.

Di impegnarsi fin da subito con noi per la richiesta immediata di un congresso che sia aperto e che apra le porte a chi vuole costruire una sinistra finalmente di governo forte e larga.

A chi ha ucciso il Padre dell’Ulivo non dobbiamo alcun rispetto, a chi non ha il coraggio di parlare allo scoperto non possiamo che ricordare come le battaglie noi le abbiamo sempre condotte a viso aperto.

Ci siamo stancati di “non vincere” e di dover governare con il centrodestra per dare risposte alle esigenze del Paese.

Nella nostra Provincia, ci rivolgiamo a tutti, a chi ha reagito alla vicenda di San Salvario chiedendo l’apertura immediata di una riflessione autentica nel partito, ai giovani che hanno occupato il PD, a chi ha chiesto di resettarlo, a chi si sta chiedendo se è giusto impegnarsi o no, a chi lo sta facendo costruendo nuove associazioni e nuove forme di partecipazione sul territorio.

Ora non ci interessa sapere chi ha votato chi alle ultime primarie. Il nostro percorso è chiaro fin da subito ed è aperto.


Noi vogliamo impegnarci per il Paese e nel Partito. Abbiamo per primi chiesto un confronto con la società civile e ora che respiriamo da molte parti la stessa voglia di cambiamento chiediamo insieme di poterla condurre su un binario che costruisce. Insieme. Adesso!




Il discorso di Giorgio Napolitano e la fine della Seconda Repubblica
Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Politica italiana
22/4/2013
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Il discorso che Giorgio Napolitano ha pronunciato oggi davanti alle Camere in seduta conune, dopo aver giurato per il secondo mandato come Presidente della repubblica, segna la fine della Seconda Repubblica.


Merita di essere riletto e rivist
o.

(clicca qui per continuare a leggere l'articolo)

E' possibile rivedere l'intero discorso collegandosi a questo link: http://www.youtube.com/watch?v=xKfp7dO8J2Y




Runners for Boston
Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Sport
16/4/2013
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Quello che è accaduto a Boston colpisce tutti ma soprattutto chi, come me, ha avuto la fortuna di correre l'ultimo chilometro della maratona.
Quel tratto di strada è il luogo della festa per chi sta terminando una delle prove più dure che si possano immaginare. Ognuno lo fa per motivazioni proprie ma tutti, in quell'ultimo chilometro, provano le stesse paradossali e contraddittorie emozioni: felicità e sfinimento, forza e debolezza, lacrime e risate, urla e silenzio. Nell'ultimo chilometro della maratona si è tutti uguali e tutti amici perché i quarantun chilometri precedenti hanno livellato ogni differenza.
E' estremamente vile che chi ha piazzato quelle bombe - chiunque esso sia - abbia scelto un luogo così.





Nuovi Italiani
Immigrazione, famiglia, cittadinanza
Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Politica italiana
10/4/2013
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Sul Blog ateniesi.it è uscita una sintesi del mio intervento all'incontro di ieri sera, "Nuovi Italiani - Immigrazione, famiglia, cittadinanza", organizzato dall'Associazione Adesso!Torino:

"I nuovi Italiani: allargare la cittadinanza senza paura"

Potete leggerlo direttamente su ateniesi.it
cliccando qui.

Ne approfitto per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato.
Un grazie particolare agli organizzatori dell'evento ed agli altri relatori, ed in particolare a Davide Ricca, Fausto Sorino, Paola Parmentola, Simona Randaccio, Annaflavia Fassino, Mariangela Pascazio, oltre al prof. Franco Pizzetti.








Tutti con Napolitano!
Ma nel PD qualcuno paghi per questo disastro!
Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Politica italiana
30/3/2013
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Buon compleanno Italia - Oggi siamo fieri!
Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Politica italiana
17/3/2013
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Elezioni 2013: Guai ai vinti!
Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Politica italiana
2/3/2013

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Misure di semplificazione della burocrazia fiscale e di eliminazione degli adempimenti inutili per le imprese
Pubblicato da Fabrizio de Francesco - Marco de Francesco in Economia e fisco - Proposte di riforma
12/2/2013
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Proposte di riforma per la giustizia penale:
certezza ed effettività della pena

Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Diritto e giustizia - Proposte di riforma
7/1/2013
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Proposte di riforma per la giustizia penale:
disciplina dell'interruzione della prescrizione
Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Diritto e giustizia - Proposte di riforma
27/12/2012
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"CHI COMANDA TORINO" - Presentazione del libro di Maurizio Pagliassotti
Pubblicato da Fabrizio de Francesco in "Questioni torinesi"
21/12/2012
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Da www.ateniesi.it





Dal Blog ateniesi.it: "
Noi Ateniesi siamo 'gli entusiasti' della Leopolda. Partiamo da Torino, ma con noi abbiamo amici di tutta Italia e connazionali che vivono all’estero. Siamo Democratici, di quelli che lo erano ancora prima che nascesse un partito con quel nome. Rubando tempo alla nostra vita, ai nostri affetti e al nostro lavoro, abbiamo sostenuto con impegno Matteo Renzi alle primarie del 2012. Ma non siamo 'ufficiali'. Vogliamo continuare a presentare e discutere il nostro modello di sinistra 'laica' e riformista, aperta, ambiziosa e progressista. Ci siamo associati in 'Adesso! Torino'. Siamo una parte, non il tutto. Più fluidi che organizzati. Abbastanza social. Restiamo convinti che il meglio debba ancora venire"


Questi sono i miei articoli su www.ateniesi.it

- La riforma della giustizia non è questione da affrontare "in emergenza"
7 maggio 2013
(leggilo su ateniesi.it
)

- I nuovi Italiani: allargare la cittadinanza senza paura
10 aprile 2013
(
leggilo su ateniesi.it)

- L’ “italian sounding”
e la tutela del Made in Italy
22 marzo 2013
(
leggilo su ateniesi.it)

- Banca d’Italia e Consob: quindici anni di fallimenti

18 marzo 2013
(
leggilo su ateniesi.it)

-
Riformare la giustizia: quattro punti di partenza
11 marzo 2013
(leggilo su ateniesi.it
)

- Per una "vera" class action

6 marzo 2013
(leggilo su ateniesi.it
)


Pericle: L’elogio di Atene democratica
Il nostro sistema politico non compete con istituzioni che sono vigenti altrove. Noi non copiamo i nostri vicini, ma cerchiamo di essere un esempio. Il nostro governo favorisce i molti invece che i pochi: per questo è detto una democrazia. Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento … La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo il nostro prossimo se preferisce vivere a suo modo… Ma questa libertà non ci rende anarchici"

(Tucidide, II, 37-38)



Speciale Cina


Siamo convinti che l'approccio dell'Occidente nei confronti della Cina debba radicalmente cambiare e che sia necessario contrastare e contenere con ogni mezzo l'ascesa della potenza asiatica. Per questo dedichiamo una sezione apposta del nostro Blog a questo tema.


La Cina tra repressione e attivismo:
il rapporto annuale di Human Rights Defenders

Pubblicato da Emilia Maria Pezzini in Geopolitica - Cina
21/3/2013


Ospitiamo con grande piacere l'articolo sullo stato dei diritti umani in Cina di Emilia Maria Pezzini, esperta di questioni cinesi sulla testata online  dailySTORM.


Il 15 Marzo, Chinese Human Rights Defender ha pubblicato il suo rapporto annuale sulla situazione riguardo ai diritti umani in Cina: una questione delicata, visto che il Governo della Repubblica Popolare è stato più volte accusato di aver commesso azioni discutibili o addirittura violazioni dei diritti fondamentali, utilizzando come giustificazione la necessità di "armonia sociale" e di norme per il mantenimento della "stabilità" che non prevedono nessuno spazio per le rivendicazioni.

Stando all’opinione di Human Rights Defender, nel 2012, rispetto agli anni precedenti, sono stati riportati un maggior numero di casi di cinesi di etnia Han (la maggioritaria nella Repubblica Popolare) che hanno commesso atti estremi a causa della disperazione e della frustrazione data dalla mancanza di ascolto da parte delle autorità in merito a questioni di importanza fondamentale. Un esempio sono gli individui rimasti uccisi nel tentativo di proteggere le proprie abitazioni e terre agricole da progetti governativi che li avrebbero messi "alla porta". La buona notizia è che, in questo ambito, in seguito a proteste come quella che ha preso luogo a Wukan, diverse amministrazioni locali hanno emanato provvedimenti per venire incontro alle richieste della popolazione e hanno stabilito sistemi più equi di compensazione economica per le espropriazioni terriere.
Ancora più significativi sono gli incidenti che si sono verificati a causa dell’oppressione che lamentano gli appartenenti ad alcune delle 55 etnie minoritarie cinesi tra cui il fenomeno più eclatante sono le autoimmolazioni dei tibetani (rinviamo anche all'articolo "Cina: basta con le ipocrisie", su questo blog). In Tibet e nelle zone limitrofe, infatti, centinaia di persone (tra cui 80 nel 2012), monaci e non, si sono date fuoco per protestare contro la forte repressione culturale, politica e religiosa che le autorità attuano sulla popolazione.

Per quanto riguarda l’attivismo politico, secondo il resoconto di Human Right Defender, nel
2012 si è intensificato il controllo restrittivo delle autorità governative, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo di internet. Metodi come la detenzione dei dissidenti in luoghi segreti e gli "arresti preventivi" senza regolari processi sono più che mai praticati sul suolo cinese, come nel recente caso di Hu Jia, esponente del movimento per i diritti civili ed ecologista, che il 14 Marzo è stato prelevato da casa sua dalla polizia che lo ha interrogato "vivacemente" (riporta segni di violenza fisica) per otto ore, rilasciandolo solo il giorno seguente. D’altro canto, però, i tentativi di intimorire gli attivisti si sono spesso dimostrati fallimentari. Internet, ad esempio, nonostante la censura si è rivelato un mezzo sempre più efficacie nella denuncia della corruzione e degli abusi di potere dei funzionari del Governo. E un segnale positivo potrebbe essere intravisto anche nell’emergere di sempre più numerosi gruppi di attivisti per i diritti umani e nell’aumento della loro influenza sulla società civile cinese: senza dubbio, infatti, nei cittadini sono aumentati il desiderio democraticità e di partecipazione alla vita politica e la consapevolezza dei propri diritti. Lo testimoniano ad esempio, le critiche sempre più accese al sistema di detenzione nei campi di "rieduzazione attraverso il lavoro" detti "laogai", le campagne a favore della libertà dell’informazione e le rivendicazioni di tutti coloro che incominciano a ricorrere alla Costituzione cinese e agli standard internazionali per difendere i propri diritti.

E così, mentre la Cina passa ufficialmente nelle mani del nuovo presidente Xi Jinping, la società cinese e la comunità internazionale sono sempre più interessate alla questione dei diritti della popolazione e ci si augura che siano finalmente lasciati al passato i casi come quello di Liu Xiaobo, il Premio Nobel per la Pace che nel 2008 fu arrestato dal Governo cinese per il suo attivismo a favore dei diritti fondamentali.

-Emilia Maria Pezzini-





Cina: basta con le ipocrisie!
Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Geopolitica - Cina
13/1/2013


E' stata appena battuta dalle agenzie di stampa la notizia della prima immolazione del 2013 da parte di un giovane tibetano, un ragazzo di 19 anni, per protesta contro l'occupazione cinese del Tibet.

Questa la notizia, integralmente riportata dal sito dell'ANSA: Tibet, 19enne si dà fuoco per protesta - Prima immolazione del 2013, a darsi fuoco un ragazzo di 19 anni.
"SHANGHAI (CINA) - Un giovane tibetano di 19 anni si è immolato ieri per protestare contro il controllo cinese del Tibet, portando a 96 il numero delle immolazioni dal febbraio 2009. Quella di ieri è la prima immolazione del 2013. Secondo le informazioni, Tseba, di 19 anni, si è dato fuoco nella città di Achok, nella prefettura di Kanlho (Gannan per i cinesi), nella provincia cinese del Gansu, alle 13 circa di ieri, morendo sul posto a causa delle ferite riportate. Dandosi fuoco, il giovane ha urlato slogan per la liberazione del Tibet dall'occupazione cinese e in favore del ritorno del Dalai Lama. Il corpo è stato consegnato alla famiglia. L'area nella quale il giovane si è dato fuoco è stata già teatro di molte immolazioni nell'anno scorso, che è terminato con un bilancio di 81 di questi atti estremi, il più alto da quando, nel febbraio 2009, è cominciata questa forma di protesta contro la Cina. L'ultima immolazione risaliva al 9 dicembre scorso. Le immolazioni sono riprese nonostante le autorità cinesi abbiano rafforzato i controlli nelle aree tibetane, offrendo anche ricompense economiche e taglie per ottenere informazioni. Non solo: da diverso tempo, le comunicazioni nelle aree tibetane cinesi sono a singhiozzo, mentre in alcune sono state tagliate. Non funzionano reti cellulari e telefoniche, inesistenti i collegamenti internet. Nei giorni scorsi agenti di polizia hanno anche sequestrato in case e monasteri (come era già successo a dicembre) antenne satellitari e ricevitori, per vietare ai locali di poter seguire trasmissioni straniere. Il leader spirituale dei buddisti tibetani, il Dalai Lama, in esilio dal 1959 a Dharamsala nel nord dell'India, la scorsa settimana ha chiesto alle autorità di Pechino di capire le ragioni di questi atti, respingendo le accuse, rivoltegli dal governo cinese, di essere dietro a questi atti estremi. Per il leader tibetano, le immolazioni sono indice della disperazione a cui i tibetani sono stati trascinati dalla politica di disinformazione e di censura operata da Pechino, che annienta la cultura tibetana nelle aree" (per leggere la notizia direttamente sul sito dell'ANSA,  clicca qui).

Come rileva la stessa ANSA, l'immolazione di oggi non è certo un fatto isolato, essendo di novantasei
il numero delle persone di cui siamo a conoscenza (ma potrebbero essere molte di più) che si sono uccise dandosi fuoco, dal 2009 ad oggi, per protestare contro l'occupazione cinese del Tibet (vi suggeriamo di guardare questo  video).

Al di là dell'ovvia indignazione
e protesta, il nostro Blog, proprio partendo da questa notizia, vuole iniziare una serie di Post per approfondire la questione cinese, in chiave geopolitica, senza ipocrisie o falsi buonismi.

Anticipiamo sin d'ora che la nostra posizione è quella della necessità di un totale contrasto e contenimento della Cina da parte dell'Occidente, con qualsiasi mezzo
.

Gli Stati Uniti, dopo aver perso un intero decennio in guerre inutili contro nemici inesistenti, strumentali o irrilevanti, si stanno muovendo da tempo - o almeno così speriamo - su questa linea: vi suggeriamo la lettura del numero 6 del 2012 di LIMES - Rivista Italiana di Geopolitica
, significativamente intitolato "USA CONTRO CINA" (vai al sito di Limes). L'Europa, invece, come sempre è in grave ritardo; ed anzi, in Italia ancora non si fa nulla per contrastare lo "shopping" cinese, diretto - in questo grave periodo di crisi economico-finanziaria che ci rende particolarmente vulnerabili ed appetibili - verso imprese ed aziende italiane di rilevante importanza economica: rinviamo al preoccupante articolo uscito su La Repubblica dello scorso 10 gennaio, che riferisce di un allarme in tal senso da parte dei nostri Servizi segreti: "Shopping cinese in Italia, allarme dei Servizi" (clicca qui per leggere l'articolo).

Torneremo a breve sull'argomento ma già da oggi denunziamo che in questa campagna elettorale, già di per sé priva di contenuti, i temi della politica estera, della geopolitica, della difesa dei diritti umani, della guerra e della pace, sono totalmente assenti.





In evidenza











I Manifesti di Eleutheros

Barack Obama
Chicago, 6 novembre 2012
"The best is yet to come"
(vedi)


Barack Obama

Chicago, 5 novembre 2008
"Yes, we can"
(vedi)


Matteo Renzi
Firenze, 2 dicembre 2012
"A
bbiamo dalla nostra parte l'entusiasmo; abbiamo dalla nostra parte il tempo; abbiamo dalla nostra parte la libertà.
Ho ricevuto molto di più di quello che ho dato. Vi ringrazio e vi abbraccio forte
uno per uno
"
(vedi)

Matteo Renzi
Torino, 21 ottobre 2012
"Noi vogliamo andare verso rotte nuove"
(vedi)

Robert Kennedy
Kansas University, 18 marzo 1968
"
Too much and for too long, we seemed to have surrendered personal excellence and community values in the mere accumulation of material things"
(vedi)

Winston Churchill
Londra, 4 giugno 1940
"We shall never surrender"
(vedi)




Angelus Novus
Paul Klee, 1920


"A Klee painting named Angelus Novus shows an angel looking as though he is about to move away from something he is fixedly contemplating. His eyes are staring, his mouth is open, his wings are spread. This is how one pictures the angel of history. His face is turned toward the past. Where we perceive a chain of events, he sees one single catastrophe which keeps piling wreckage upon wreckage and hurls it in front of his feet. The angel would like to stay, awaken the dead, and make whole what has been smashed. But a storm is blowing from Paradise; it has got caught in his wings with such violence that the angel can no longer close them. The storm irresistibly propels him into the future to which his back is turned, while the pile of debris before him grows skyward. This storm is what we call progress".
(Walter Benjamin, Theses on the Philosophy of History, 1940)



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