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I rapporti fra Cina e Stati Uniti

Pubblicato da Emilia Maria Pezzini in Geopolitica - Cina · 23/9/2013 11:19:04
Tags: geopoliticaCinaUSA

Ospito con grande piacere il secondo articolo su questo Blog di Emilia Maria Pezzini, esperta di questioni cinesi sulla testata online dailySTORM.


"Le relazioni tra le maggiori potenze economiche del mondo – gli Stati Uniti, l’Europa e la Cina – saranno in una fase di transizione nel 2013" ha dichiarato alla fine dell’anno scorso Daniel Franklin, editore della rivista del The Economist "The World in 2013", aggiungendo che "il cambiamento delle leadership politiche ne è una grande ragione". L’"epilogo" del 2012, infatti, era stata la rielezione di Barack Obama seguita a distanza di pochi giorni dal XVIII Congresso del Partito Comunista durante il quale Xi Jinping è stato designato come nuovo Presidente della Repubblica Popolare Cinese.

Sempre secondo Franklin, il rapporto tra il nuovo leader della Cina Xi Jinping e il Presidente Barack Obama "adesso è assolutamente quello cruciale per la politica globale
". Già nel 2009 Obama, consapevole del valore negli equilibri internazionali dell’ascesa del colosso asiatico, ha manifestato l’intenzione di migliorare le relazioni sino-americane attraverso un approccio più conciliante e pragmatico e per questo ha nominando Jon Huntsman Jr., allora Governatore dello Utah, come Ambasciatore Americano in Cina, convinto che l’esperienza repubblicana e la capacità di parlare fluentemente la lingua cinese mandarina lo rendessero "l’uomo giusto". Xi, dal canto suo, sin dalla fine degli anni Novanta ha dimostrato scelte politiche con un indirizzo molto più aperto all’estero rispetto ai suoi colleghi all’interno del PCC, non solo per attrarre investimenti stranieri, ma anche per dare alla Cina un nuovo volto nel Mondo. Significativamente, non appena è stato nominato egli ha provveduto a programmare alcune visite di Stato in altre Nazioni e soprattutto negli Stati Uniti, dove si è recato il 7 Giugno scorso, quando ha intrattenuto un meeting informale con Obama presso il ranch Mirage, a Sunnylands, in California.

Tra Cina e U.S.A., però, si è avvertito per decenni un clima di reciproca "diffidenza" difficile da mettere da parte in pochi mesi. Tanto per fare un esempio, solo poche settimane prima dell’elezione di Xi Jinping, il New York Times
ha inflitto un brutto colpo alla dirigenza cinese e al Primo Ministro uscente Wen Jiabao, pubblicando un’inchiesta (immediatamente censurata in Cina) riguardo ad enormi ricchezze accumulate dalla sua famiglia in maniere più o meno lecite che sembrava voler sollevare il tema della corruzione della classe politica della Repubblica Popolare. Ma le reciproche accuse tra i due paesi non si limitano alle pagine dei giornali e a questo genere di "pettegolezzi" e toccano argomenti ben più delicati, molti attivisti cinesi (tra cui Chen Guangcheng), ad esempio, sono tutt’ora rifugiati negli Stati Uniti, da dove lanciano campagne di denuncia contro il Governo di Pechino e per la tutela dei diritti umani (ne avevamo parlato proprio in questo blog: clicca qui).

Le tensioni, le divergenze e soprattutto i conflitti di interessi tra Cina e U.S.A. sono ancora sentiti in moltissimi ambiti. Una tra le prime questioni messe in evidenza nel rapporto di Franklin di fine 2012 è l’importanza del partenariato commerciale che intercorrono tra le due superpotenze, che nel 2012 hanno avuto scambi per un valore totale di 503 miliardi di dollari. L’occhio di Franklin si è dimostrato particolarmente lungimirante a questo riguardo e in breve le sue parole hanno trovato conferma: a Febbraio, infatti, la Cina ha soffiato agli Stati Uniti un primato
che questi ultimi detenevano fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, divenendo la maggiore potenza mondiale in termini di quantità complessiva di importazioni ed esportazioni di merci. Il 6 Settembre, in un nuovo incontro tra Obama e Xi Jinping a San Pietroburgo, questo argomento è stato nuovamente affrontato dai due Presidenti, e Xi ha affermato che lo sviluppo sano e sostenibile dell'economia cinese offrirà più occasioni alla cooperazione fra i due paesi, se le due parti saranno in grado di trovare dei punti di integrazione nella regolazione della struttura economica, nell'ampliamento della domanda interna e dell'esportazione e nell'innovazione industriale, e promuovere progetti di cooperazione.

L’altro argomento centrale per le attuali relazioni sino-americane è l’influenza nelle faccende e nelle dispute di rilevanza geopolitica, soprattutto per quanto riguarda l’Asia-Pacifico, dove spesso le posizioni delle due superpotenze si contrappongono. E’ il caso ad esempio della contesa con il Giappone sulle Isole Diaoyu
, che interessa direttamente la Cina, ma anche di interessi su altre isole come Taiwan e le Filippine. Come ha osservato Xi, nella regione dell'Asia-Pacifico gli interessi comuni dei due paesi si esprimono al meglio e la cooperazione bilaterale ha più spazio delle divergenze, motivo per il quale Obama si è detto speranzoso di costruire una completa partnership con la Cina negli affari dell'Asia-Pacifico, rafforzando i contatti e il coordinamento e promuovano insieme la cooperazione regionale. Un esempio di successo, a questo riguardo, è la collaborazione nella risoluzione delle tensioni che stanno interessando la Penisola Coreana e che sono state notevolmente attenuate dalla mediazione cinese tra l’alleata Corea del Nord e il Sud influenzato dagli Stati Uniti. Per quanto riguarda il Medio Oriente, invece, Cina e U.S.A. recentemente si erano già trovate in posizioni divergenti, quando il "sì" cinese al riconoscimento alla Palestina del ruolo di Stato osservatore ONU aveva avuto un grande peso nel contrapporsi al "no" americano", e si trovano di nuovo in disaccordo riguardo alla questione siriana, visto che Ia Cina ha sostenuto la Russia nell’opposizione all’intervento militare e nel proporre il piano di mediazione, accettato due giorni fa da Assad, che prevede di mettere sotto il controllo della comunità internazionale l’arsenale chimico di Damasco.

Infine, non si può dimenticare il "nodo" dell’incontro di Giugno tra Obama e Xi, non ancora del tutto sciolto: i "cyber-attacks"
. A Febbraio, infatti, gli hacker cinesi dell’Unità 61398 sono stati sorpresi ad appropriarsi di dati di aziende e organizzazioni U.S.A. e l’amministrazione statunitense si era allora scagliata contro questo genere di intromissioni da parte dei cinesi, peccato però che pochi mesi dopo gli stessi Stati Uniti sono stati messi alla berlina dagli scandali legati all’esistenza del programma Prism (che consentirebbe alla National Security Agency americana di "spiare" telefoni, mail e carte di credito dei cittadini americani e di molti stranieri) e al controllo dei server di grandi compagnie (come Facebook, Google, Apple, Yahoo).


-Emilia Maria Pezzini-



Emilia Maria Pezzini [emiliamariapezzini@gmail.com] nasce a Roma nel 1991. Nel 2009, dopo aver frequentato il quarto anno di scuola superiore a Melbourne, si diploma presso il Liceo Ginnasio Statale E. Q. Visconti di Roma. Nel 2012 consegue una Laurea in Lingue e Civiltà Orientali presso La Sapienza. Attualmente cura una rubrica settimanale interamente dedicata al mondo cinese sulla testata online dailySTORM.







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