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I danni della pesca indiscriminata. Sostenete quella compatibile con l'ambiente marino!

Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Ambiente, natura, mare · 9/12/2012 20:16:38
Tags: naturaambientedirittimareecosistemamarinopescaoceanicaindiscriminatadannirottemigratoriepescicibo


Prendiamo spunto da alcuni interessantissimi Post dell'ecologo marino
Giuseppe Notarbartolo di Sciara, usciti tempo fa sul suo Blog sul sito ilfattoquotidiano.it (per leggere gli articoli: clicca qui), nei quali si affrontavano i danni causati all'ambiente dalla pesca indiscriminata; soprattutto da quella oceanica.
E' noto che le grandi flotte oceaniche dei paesi maggiormente industrializzati causano gravissimi danni all'ambiente, sterminando enormi quantità di pesce ed incidendo gravemente sulle rotte migratorie, col serio rischio di esaurire le risorse alimentari garantite all'uomo, da millenni, dall'ambiente marino.

E' molto difficile per i consumatori italiani scegliere prodotti ittici pescati in modi rispettosi dell'ecosistema marino. Eppure sarebbe importantissimo aumentare l'informazione e la sensibilizzazione dei consumatori sulla necessità di acquistare responsabilmente un prodotto alimentare proveniente dal mare.
Ci sembra dunque importante ricordare che esistono alcune organizzazioni senza fini di lucro che certificano i prodotti del mare pescati in maniera eco-sostenibile.

La più nota è probabilmente "
Friend of the Sea" che certifica alcuni prodotti - reperibili nella maggior parte dei nostri supermercati - col marchio che trovate qui a fianco.

Esiste anche il "
Marine Stewardship Council" ma la sua presenza è più rara.

Come ha osservato Giuseppe Notarbartolo di Sciara negli articoli che abbiamo citato all'inizio: "
Chi acquista un prodotto etichettato con uno di questi marchi non solo può sentirsi nella ragionevole certezza che tale prodotto è stato prelevato dal mare sostenibilmente, ma può essere anche consapevole del fatto che con il suo acquisto sta premiando un produttore che per senso di responsabilità probabilmente si è sobbarcato costi di produzione meno competitivi".





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