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Gli F35: opportunità o spreco?

Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Politica italiana · 15/6/2013 23:53:46
Tags: F35guerrasusannacamussooccidentecina




Interessante dichiarazione di Susanna Camusso, leader della Cgil, al congresso Cisl: "
Dagli F35 potrebbe arrivare una grossa mano all'economia reale come anche dalle missioni internazionali di pace. Si chieda all'UE di finanziarle e si utilizzino quelle risorse per le esigenze nazionali di ripresa" (Clicca qui).
E' un tema che va approfondito. Da sempre le spese per il riarmo possono costituire un ottimo traino per l'economia. D'altra parte sulla questione degli F35 si sono sentite moltissime opinioni superficiali. La scelta è tra avere o non avere delle forze armate ma se si sceglie di averle occorre dotarle dei mezzi necessari ed investire nella difesa. Chi pensa il contrario - cioè auspica una riduzione degli investimenti - ha un'opinione perfettamente legittima ma rifletta sugli scenari di guerra che si profilano all'orizzonte e che si materializzeranno nei prossimi anni: se non avremo forze armate adeguate dovremo necessariamente "appaltare" la difesa ad altri (cosa che, ben inteso, si può anche scegliere di fare purché se ne comprendano le conseguenze...).
Valgano dunque le parole di un grande Italiano nel cinquecentenario dalla composizione della sua opera fondamentale: "
E' principali fondamenti che abbino tutti li stati, cosí nuovi come vecchi o misti, sono le buone legge e le buone arme. E perché non può essere buone legge dove non sono buone arme, e dove sono buone arme conviene sieno buone legge, io lascerò indrieto el ragionare delle legge e parlerò delle arme (...) Concludo, adunque, che, sanza avere arme proprie, nessuno principato è sicuro; anzi è tutto obligato alla fortuna, non avendo virtù che nelle avversità lo difenda. E fu sempre opinione e sentenzia delli uomini savi, quod nihil sit tam infirmum aut instabile quam fama potentiae non sua vi nixa. E l'arme proprie son quelle che sono composte o di sudditi o di cittadini o di creati tua: tutte l'altre sono o mercennarie o ausiliarie" (Niccolò Machiavelli, Il Principe, capp. XII e XIII).






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