Blog - Eleutheros

Vai ai contenuti

Menu principale:

Proposte di riforma per la giustizia penale: certezza ed effettività della pena

Pubblicato da Fabrizio de Francesco in Diritto e giustizia - Proposte di riforma · 7/1/2013 10:01:08
Tags: giustiziaprocessopenaleriformepenacertezzaeffettività


Con il primo post del 2013 (e nell'augurare a tutti un Buon Anno) riprendiamo la serie di proposte concrete per riformare la giustizia penale. Con il post dello scorso 27 dicembre (Proposte di riforma per la giustizia penale: disciplina dell'interruzione della prescrizione) abbiamo trattato della necessità di introdurre una disciplina dell'interruzione della prescrizione penale.

Oggi proponiamo il tema della certezza ed effettività della pena
.

Riteniamo che la questione dell’effettività e della certezza della pena sia, nel nostro paese, tanto centrale quanto trascurata nell’ambito dei pur frequenti dibattiti sulla legalità e sulla giustizia. Costituisce esperienza ed opinione comune – che tanti avvocati e magistrati possono agevolmente confermare – quella per cui in Italia per tanti reati non esista sanzione; o meglio, che la sanzione esista sulla carta ma che poi, alla prova dei fatti, esistano molte, troppe opportunità, spesso consentite dalla legge, per eluderne l’applicazione concreta.

In questo senso, tante delle leggi anche recentemente approvate (pensiamo ad esempio alla recente legge cd. "anti-corruzione" che ha faticosamente completando il suo iter
parlamentare prima della caduta del Governo Monti) rischiano di rimanere lettera morta se non si pone mano al sistema delle pene ed alla legislazione carceraria.

Eppure già Beccaria
osservava: "Uno dei piú gran freni dei delitti non è la crudeltà delle pene, ma l’infallibilità di esse, e per conseguenza la vigilanza dei magistrati, e quella severità di un giudice inesorabile, che, per essere un’utile virtú, dev’essere accompagnata da una dolce legislazione. La certezza di un castigo, benché moderato, farà sempre una maggiore impressione che non il timore di un altro piú terribile, unito colla speranza dell’impunità; perché i mali, anche minimi, quando son certi, spaventano sempre gli animi umani, e la speranza, dono celeste, che sovente ci tien luogo di tutto, ne allontana sempre l’idea dei maggiori, massimamente quando l’impunità, che l’avarizia e la debolezza spesso accordano, ne aumenti la forza". La nostra quindi non ha la pretesa di essere un’idea originale…

Riteniamo in particolare che, nel dibattito, il tema dell’effettività della pena sia stato spesso confuso con altre e diverse questioni le quali tuttavia, con esso, nulla c’entrano.

Non c’entra la funzione rieducativa della pena
, pur nobilmente sancita dall’art. 27 della Costituzione. La funzione rieducativa della pena presuppone pur sempre l’applicazione della medesima: per contro, una pena non effettiva ma facilmente eludibile ha esattamente funzione contraria rispetto a quella della rieducazione del condannato (ha cioè funzione di "incitamento" a delinquere, vanificando completamente la funzione di prevenzione generale del diritto penale).

Non c’entra la questione del sovraffollamento delle carceri
che si risolve, semmai, con la costruzione di nuovi istituti penitenziari (oltre che con la limitazione della carcerazione preventiva ai casi in cui questa è strettamente necessaria). Certo, nuove carceri che siano moderne e dignitose, nel pieno rispetto del citato art. 27 della Costituzione ("Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità"), ma pur sempre carceri. Ammettere il contrario sarebbe come dire che, visto che i posti nei nostri istituti di pena sono pochi, qualche colpevole lo è meno e, quindi, merita di uscire! (su questo rinviamo al Post dello scorso 18 dicembre: La soluzione del problema del sovraffollamento delle carceri non può essere una nuova amnistia).

Crediamo pertanto che la legislazione penale e carceraria debba virare verso un sistema di pene nel complesso meno afflittive ma certe
. Proponiamo pertanto:

  • l’introduzione del principio generale secondo il quale l’accesso ai benefici carcerari è consentito solo dopo che siano stati effettivamente scontati i due terzi della pena;

  • in questo contesto di certezza ed effettività, proponiamo l’introduzione di "micro-pene" per reati di piccola entità ma di grande allarme sociale e diffusione (per un furto di modesta entità o per una rissa allo stadio farebbe certamente più effetto la minaccia di una pena di due mesi, effettivamente e velocemente applicata e da scontarsi dal primo all’ultimo giorno, rispetto a quella di due anni di carcere facilmente evitabile fra condizionale, permessi e misure alternative: è appena il caso di sottolineare che simili istituti hanno già dimostrato la loro efficacia in altri paesi, come ad esempio la Gran Bretagna);

  • per garantire l’effettività e la certezza della sanzione nel caso dei reati per i quali sia prevista una "micro-pena" nel senso sopra descritto, sarebbe necessaria un’estensione ad essi dell’ambito di efficacia o del processo cd. "per direttissima" oppure del decreto penale di condanna;

  • per reati minori si può effettivamente pensare a sanzioni pecuniarie, interdittive ed alla detenzione domiciliare, senza che ciò si traduca tuttavia in modi di "elusione" della pena (oltre a sistemi efficaci di controllo, si potrebbe ad esempio immaginare che la condanna ad una misura alternativa al carcere costituisca comunque precedente penale e dunque, in caso di commissione di un secondo reato, determini l’applicazione della disciplina della recidiva);

  • per garantire tutela anche alle vittime del reato, riteniamo necessario che in fase di esecuzione della pena, ed almeno per determinati reati, nella valutazione sulla concessione dei benefici carcerari (libertà anticipata, detenzione domiciliare, obbligo di firma, etc.) debba essere necessariamente acquisito anche il parere della persona offesa.


In conclusione, riteniamo che la legalità e la sicurezza – proprio perché finalizzati a realizzare compiutamente l’uguaglianza dei cittadini e la difesa dei più deboli (i "forti", come noto, si difendono da soli…) – siano per definizione temi "di sinistra", sui quali la Sinistra italiana ha però troppo spesso ceduto. Per questo motivo, pensiamo che porre il tema di una seria, efficiente e razionale riforma del sistema delle pene e del sistema carcerario possa (o meglio debba) essere preso in considerazione dal futuro legislatore.


(Si segnala che le proposte di riforma sopra riportare sono state elaborate, oltre che dall'autore del post, anche dal Comitato "Per i diritti... con Matteo Renzi", che ha sostenuto la candidatura di Matteo Renzi alla primarie del centro-sinistra del 2012 ed ha contribuito allo sviluppo del suo programma elettorale)





Torna ai contenuti | Torna al menu